Dal prompt al sistema: costruire un workflow AI replicabile con Weavy

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Weavy: il tool a nodi 🔗 che ti automatizza il workflow

Se fai grafica o fotografia e stai usando l’AI “a colpi di prompt”, probabilmente ti è già successo: ottieni risultati interessanti, ma poi non riesci a replicarli, confrontarli, o semplicemente tenerli ordinati. Prompt sparsi, modelli diversi, tentativi che non si ritrovano più.

Negli ultimi mesi ho iniziato a lavorare con Weavy (spesso lo trovi anche come “Wave”), una piattaforma a nodi che ti permette di costruire un flusso visivo collegando prompt, modelli immagini, LLM e modelli video nello stesso progetto. L’aspetto che mi interessa davvero non è “generare”, ma standardizzare il processo: capire cosa funziona, ripeterlo, migliorarlo.
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Cos’è Weavy e perché non lo considero un generatore “in più”

Weavy non è un modello. È un ambiente di lavoro.

In pratica lavori su una lavagna dove trascini blocchi (nodi) e li colleghi:

  • nodi di testo (prompt, system prompt, output di un LLM)
  • nodi immagine (modelli diversi)
  • nodi video (partendo anche da un first frame)

Il vantaggio è semplice: invece di ricordarti “come avevi scritto quel prompt”, ti rimane l’intero flusso. E quando devi rifarlo, lo riapri e lo rilanci.

dashboard weavy.ai
Dashboard di Weavy

A chi lo consiglierei (e a chi no)

Ha senso se…

  • lavori con reference, varianti, iterazioni e vuoi ordine e replicabilità
  • vuoi confrontare più modelli senza aprire 4 tab e copiare/incollare prompt
  • ti serve batch generation controllata (serie di output con struttura coerente)
  • produci contenuti o creatività per clienti e vuoi ridurre gli errori “di processo”

Ha meno senso se…

  • fai poche generazioni ogni tanto e ti basta un tool singolo
  • ti dà fastidio ragionare “a blocchi”: qui è proprio il punto

💰Prezzi e crediti: quello che conta davvero

Weavy lavora a crediti e il consumo cambia molto tra immagini e video, e anche tra modelli diversi. Nel mio caso ho visto piani intorno ai 20–22$ al mese con un budget mensile di crediti che, sulle immagini, permette di lavorare con continuità (sui video, invece, si consuma molto più velocemente).

Nota importante: prezzi e limiti possono cambiare, e dipendono anche dalle integrazioni e dai modelli selezionati. Io qui ti riporto l’ordine di grandezza che ho visto nei miei test e durante la registrazione.

Come si usa: l’interfaccia in modo pratico

Quando apri un progetto ti trovi una lavagna infinita.
L’idea è costruire un flusso e poi riusarlo. Una buona abitudine è nominare i nodi e tenere una struttura “a sezioni”, per esempio:

  1. prompt / input
  2. generazione (uno o più modelli)
  3. selezione / confronto
  4. output (immagini finali, first frame video, ecc.)

Sembra banale, ma è quello che evita di perdersi quando il progetto cresce.

preset workflow in weavy.ai
Workflow visibile nei preset di Weavy

Il workflow base (e perché partire da qui)

Il primo flusso è il più semplice possibile:

  1. Nodo prompt
  2. Nodo modello immagine
  3. Output

Non è “wow”, ma ti fa capire subito la differenza: in Weavy non stai facendo una generazione.
Stai salvando una procedura.

workflow semplici prompt e immagini in weavy.ai
Parti da prompt e immagini nei primi workflow

La cosa che mi fa risparmiare più tempo: stesso prompt, più modelli

Il passaggio successivo è quello che uso di più: collego lo stesso prompt a più modelli immagine e ottengo output paralleli.

Perché è utile:

  • confronto immediato a parità di input
  • capisco quale modello rende meglio su quel soggetto
  • valuto anche il rapporto qualità/crediti
  • posso decidere in 30 secondi dove ha senso “spingere” e dove no

Se lavori in modo professionale, questo riduce tantissimo il tempo buttato in tentativi sparsi.

Workflow con video in weavy.ai
Stesso prompt più modelli per iniziare ad automatizzare

Il workflow “pro”: generare più inquadrature automaticamente

Qui si entra nella parte davvero interessante: non genero una singola immagine, genero un set coerente.

1) L’LLM mi scrive le inquadrature

Creo un nodo LLM e gli chiedo, per esempio, 4 inquadrature dello stesso soggetto (mezzo busto, figura intera, dettaglio, ecc.), mantenendo costanti location e identità.
Uso anche un separatore semplice (tipo *) a fine riga per poter spezzare il testo dopo.

2) Split/Iterator: trasformo testo in lista

Con un nodo di split/iterator, divido l’output dell’LLM in più prompt separati. Risultato: una lista pulita.

3) Batch generation: un prompt per volta, output in serie

Collego la lista al modello immagine: Weavy genera un’immagine per ogni riga.
È il metodo più veloce che ho trovato per creare set coerenti senza riscrivere tutto a mano.

Workflow complessi con system prompt in Weavy.ai
Con i System Prompt puoi iniziare a creare workflow replicabili in minuti

🎥 E i video?

La logica è simile: puoi partire da un’immagine (first frame), aggiungere un prompt video e ottenere una clip coerente con la scena iniziale. Il punto, per me, non è “fare video perché si può”, ma tenere tutto nello stesso flusso: prompt, reference, output e varianti.

Sui video vale la solita regola: consumano crediti più in fretta, quindi conviene usarli quando hai già chiaro il concept (e non in fase di esplorazione casuale).

Cosa funziona davvero (e cosa è più delicato)

Funziona bene quando…

  • devi creare varianti coerenti e confrontare modelli velocemente
  • vuoi riusare un flusso “template” cambiando solo soggetto/reference
  • ti serve batch generation controllata (iterator + split)

È più delicato quando…

  • cerchi coerenza “identica” su persone/outfit senza un sistema di reference solido
  • fai video a raffica senza pianificare (i crediti scendono in fretta)
  • scrivi prompt lunghi e confusi: qui rendono molto meglio prompt strutturati

Conclusione

Weavy per me ha senso perché non è un “tool in più”: è un modo per trasformare l’AI in un workflow replicabile. Se lavori per clienti o produci contenuti con continuità, la differenza tra “promptare” e “costruire un flusso” si sente subito: meno caos, più controllo, più velocità.

Entra nel mondo Weavy dalla porta principale. Qui sotto il link GLAB
https://weavy.ai?ref=glab

Autore dell’articolo

Sono Gianluca Giarrusso (fondatore di Graphics LAB). Lavoro su Photoshop e workflow AI per fotografi e creativi, e testo strumenti come Weavy in progetti reali per costruire pipeline replicabili (prompt → varianti → output → confronto modelli), con l’obiettivo di ridurre tempi, aumentare coerenza e migliorare la qualità generale di immagini e video.

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